Dalla vastità dell’Universo all’immensità dell’uomo
Auditorium pieno per l’incontro con Marco Bersanelli

Un grazie speciale a Marco Bersanelli: un incontro unico. L’Auditorium della Casa dell’Economia era gremito di studenti e genitori di diverse scuole del territorio. “Solo lo stupore conosce: così abbiamo intitolato l’incontro di questa sera perché vogliamo chiedere a Bersanelli di approfondire come lo stupore sia il vero motore del gusto per la conoscenza”: con queste parole ha introdotto l’incontro Giuseppe Meroni preside del nostro Liceo, promotore della serata insieme alle scuole “Pietro Scola” e “M.Kolbe”.  
L’astrofisico, attualmente impegnato nel progetto di mappatura della luce primordiale intitolato “Andando verso l’alba del tempo”, ha mostrato immagini della Via Lattea e di galassie lontane migliaia di anni luce che l’uomo però ora è in grado di fotografare. Fotogrammi di fronte ai quali è impossibile non stupirsi e che risvegliano la stessa vertigine che dovevano provare i primi uomini guardando lo splendore delle notti stellate senza l’inquinamento luminoso con il quale le guardiamo noi oggi. 
Ma andare a fondo di questo stupore attenua la vertigine? Spegne lo stupore? “Assolutamente no” questa è la riposta di Bersanelli: “la scienza non attenua, ma amplifica questa vertigine. Una conoscenza sempre maggiore porta ad un mistero sempre più insondabile. Allora lo scienziato osserva, fa esperimenti che sono sempre un modo di osservare per trovare risposte alle proprie domande”. 
Di fronte a numeri come 14,7 miliardi di anni fa – l’età dell’Universo- o 100.000 anni luce – l’estensione della Via Lattea- l’uomo potrebbe rischiare di sentirsi un niente, ma per Bersanelli è l’opposto: “pensare che non c’è vastità fisica che possa contenere un pensiero e che l’uomo sia in grado di comprendere l’espansione dell’Universo in una formula matematica, al contrario ci fa sentire davvero grandi, unici”. 
Alla domanda dei genitori presenti in sala su come sia possibile per un educatore destare lo stupore, Bersanelli ha risposto:  “l’unico modo per allenare i nostri figli o i nostri studenti allo stupore è testimoniarlo: essere noi i primi ad essere stupiti. Solo questo può risvegliare il desiderio di stare di fronte alla realtà pieni di meraviglia e quindi tesi a conoscerla”.  
 
Esci Home